Intervista a Talent Garden

Pietro ToscoNews0 Comments

Talent Garden intervista i nostri sviluppatori: Alberto Filippini, Simone Landi, Ludovico Dellavecchia

Oltre l’opera: l’arte come non l’avete mai vista

Talent Garden, il più grande coworking di creativi digitali d’Europa, dedica un’intervista esclusiva agli sviluppatori di alcuni nostri progetti: Alberto Filippini, Simone Landi e Ludovico Dellavecchia. Un esempio virtuoso di collaborazione tra impresa e freelance per far crescere giovani talenti e creare valore.

Entri in un museo e vaghi per le sale. Quante volte hai avuto la fastidiosa sensazione di perderti qualcosa? Un dettaglio interessante, un’opera che a prima vista non sembrava particolarmente significativa. Cambia tutto se c’è una guida, un esperto pronto a raccontarti i segreti delle opere che incontri.

Oggi quell’esperto può essere un’app, una tecnologia digitale che ti accompagna nella visita, fornendoti contenuti in base alla tua posizione all’interno del museo. Si basa su questo principio l’app Casalebraica, sviluppata da tre dei nostri tagger di Talent Garden Fondazione Agnelli, ognuno con la propria professionalità, ma uniti in un progetto comune (e ne hanno in cantiere molti altri!). Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Alberto Filippini, Simone Landi e Ludovico Dallavecchia, che insieme hanno costruito un progetto culturale nuovo grazie all’utilizzo delle tecnologie digitali.

1. Come nasce l’idea dell’app Casalebraiaca?

Alberto: La Fondazione Arte, Storia e Cultura Ebraica a Casale Monferrato e nel Piemonte Orientale – ONLUS che gestisce il Museo Ebraico di Casale ha contattato Heritage, azienda di cui faccio parte, con una richiesta: abbiamo un gran numero di visitatori ma non abbastanza guide per accompagnarli all’interno degli spazi del museo. Da questa esigenza è nata l’idea di creare un’applicazione che “sostituisca” la guida e permetta all’utente di scoprire i segreti del museo in autonomia. È stato così presentato un progetto alla Compagnia di San Paolo che lo ha sostenuto con un contributo.

Heritage si occupa in particolare di creare nuovi modelli di fruizione per i beni culturali, integrando il know-how culturale con quello tecnologico e per questo oltre alla semplice implementazione tecnica è stato realizzato uno storytelling per rendere più coinvolgente la visita e indirizzare l’utente a scoprire particolari e segreti del museo.

L’applicazione è stata creata insieme a Simone Landi di Namaqua e Ludovico Dellavecchia (freelance), due sviluppatori che ho conosciuto in Talent Garden e con i quali collaboro abitualmente.

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